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Perdita di Capelli e Diagnosi

Capisca davvero cosa sta causando la sua perdita di capelli, prima di pianificare qualsiasi intervento.

Non ogni tipo di perdita di capelli è candidabile al trapianto. Ecco come si distinguono le diverse cause e come funziona davvero una valutazione.

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Based primarily on clinical guidelines and peer-reviewed literature. Commercial sources are used only for labelled price observations. Where the evidence is limited or outcomes vary by individual, we say so in the text rather than stating a single number.

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Cosa sta realmente causando la perdita

La "perdita di capelli" non è un'unica condizione. La causa è determinante, perché stabilisce se il trapianto sia addirittura lo strumento giusto: alcune cause richiedono farmaci, altre un trattamento dermatologico, e altre si risolvono senza alcun intervento. È la prima volta che visita il sito? La nostra guida Start Here illustra le decisioni nell'ordine giusto.

Alopecia androgenetica (calvizie comune)

È la causa alla base della grande maggioranza delle consulenze per trapianto. I follicoli geneticamente sensibili si restringono progressivamente sotto l'influenza del DHT (diidrotestosterone), un sottoprodotto del testosterone convertito dall'enzima 5-alfa reduttasi, in un processo chiamato miniaturizzazione: a ogni ciclo di crescita il capello diventa leggermente più fine e più corto, finché il follicolo non produce più un capello visibile. Segue tipicamente il pattern di Norwood, riconoscibile negli uomini, e il pattern più diffuso di Ludwig/Savin nelle donne. È il tipo di perdita che un trapianto è pensato per affrontare, poiché i follicoli della zona donatrice occipitale sono naturalmente insensibili al DHT.

Effluvio telogenico

Una caduta temporanea e diffusa, scatenata da stress, malattie, intervento chirurgico, rapida perdita di peso o cambiamenti ormonali, che inizia tipicamente due o tre mesi dopo l'evento scatenante: per questo i pazienti spesso non riescono a collegare immediatamente la causa alla caduta. Colpisce i capelli in modo diffuso, non secondo uno schema, e di solito si risolve da sola in pochi mesi una volta superata la causa scatenante. Un trapianto è raramente la risposta corretta a questo tipo di perdita.

Alopecia areata

Una condizione autoimmune in cui il sistema immunitario attacca i follicoli piliferi ancora nella loro fase di crescita attiva, producendo tipicamente chiazze rotonde o ovali ben definite, piuttosto che il diradamento graduale tipico della calvizie comune. Richiede una gestione dermatologica, non un trapianto chirurgico, poiché lo stesso processo immunitario può colpire i follicoli appena trapiantati esattamente come colpisce quelli nativi, finché la condizione è attiva.

Alopecia cicatriziale

Perdita di capelli dovuta a cicatrici, causate da lesioni, ustioni o condizioni infiammatorie come il lichen planopilaris o l'alopecia fibrosante frontale, in cui il follicolo stesso viene distrutto e sostituito da tessuto cicatriziale. In alcuni casi può essere affrontata con un trapianto, ma solo dopo aver confermato che la condizione sottostante è stabile (non in fase attiva di progressione), spesso previa autorizzazione dermatologica o biopsia del cuoio capelluto, poiché trapiantare in un'area con infiammazione attiva tende a fallire.

Classificare la calvizie comune: la scala di Norwood

Per l'alopecia androgenetica, nello specifico, la scala di Norwood-Hamilton è il metodo standard per classificare quanto sia avanzata la perdita, un dato che incide direttamente sulla stima del numero di graft e sulla fattibilità realistica di una singola sessione. Tocchi uno stadio qui sotto per scoprire cosa comporta.

Norwood 3

Deeper temple recession

The first stage generally considered clinically significant balding, with deep temple recession.

Typical grafts

800–1,200 grafts

Sessions

Usually achievable in a single session.

Un graft non è un singolo capello.

Ogni graft è un'unità follicolare che di norma contiene 1–4 capelli singoli. Una sessione da 2.000 graft trapianta in genere tra circa 3.000 e oltre 5.000 capelli singoli, non 2.000.

Legga l'analisi completa della scala di Norwood →

Come viene fatta davvero la diagnosi

Una diagnosi corretta combina diversi strumenti, invece di affidarsi a una valutazione visiva. La tricoscopia (una scansione ingrandita, spesso digitale, del cuoio capelluto) misura il diametro del fusto del capello e può rilevare una miniaturizzazione precoce prima che sia visibile a occhio nudo, distinguendo un vero diradamento androgenetico da altre cause. Il pull test, che consiste nel tirare delicatamente una piccola ciocca di capelli per verificare quanti se ne staccano, aiuta a identificare una caduta attiva compatibile con l'effluvio telogenico. L'anamnesi familiare viene presa sul serio, poiché la calvizie comune ha una forte componente genetica e spesso rispecchia la progressione osservata in un genitore o in un nonno. Nei casi meno chiari, possono essere utilizzati esami del sangue (controllo della funzione tiroidea, dei livelli di ferritina/ferro e dei marcatori ormonali) o una piccola biopsia del cuoio capelluto, per confermare la diagnosi prima di qualsiasi discussione chirurgica.

Come funziona davvero una valutazione di candidabilità

Una valutazione autentica misura manualmente la densità dell'area donatrice e l'elasticità del cuoio capelluto, non da una fotografia, e discute l'evoluzione probabile della perdita nei prossimi 5–10 anni, non solo la situazione attuale. Consulti la nostra guida completa alla candidabilità per capire cosa rende una persona un candidato idoneo, e cosa no.