Nelle prime due settimane i graft appena impiantati non sono ancora ancorati in modo stabile: è il periodo in cui le piccole abitudini quotidiane possono favorire o compromettere il risultato finale. Le istruzioni scritte fornite dalla propria clinica restano sempre il riferimento principale, perché tengono conto della tecnica usata e del caso specifico; quanto segue è il quadro generale di cosa aspettarsi e perché.
Giorni 1-3: riposo e gestione del gonfiore
Nelle prime 48-72 ore evitare di toccare, grattare o strofinare l’area ricevente è la priorità assoluta: i graft non sono ancora fissati e un contatto accidentale può spostarli. Un gonfiore lieve intorno alla fronte è comune e in genere si attenua da solo; applicare freddo sulla fronte (non direttamente sull’area trapiantata) nelle prime ore può aiutare a limitarlo. Il riposo non significa immobilità totale: camminare in casa va bene, sforzi e movimenti bruschi no.
Il primo lavaggio: quando e come
Il primo lavaggio avviene tipicamente tra il secondo e il quinto giorno, seguendo il protocollo specifico indicato dalla clinica, mai una tempistica decisa autonomamente. La tecnica conta più della frequenza: acqua tiepida, una leggera pressione delle dita senza strofinare, nessuna doccia a getto diretto sull’area ricevente. Le croste si staccano gradualmente nell’arco di circa una decina di giorni; forzarle aumenta il rischio di danneggiare i follicoli sottostanti.
Dormire: la posizione nelle prime notti
Dormire con la testa sollevata di 30-45 gradi per le prime 3-5 notti, ad esempio con due o tre cuscini o un cuscino da viaggio a ferro di cavallo, riduce il gonfiore e il rischio di schiacciare l’area trapiantata contro il cuscino durante il sonno. Dopo questa fase iniziale si può tornare gradualmente alla posizione abituale, evitando comunque di dormire a pancia in giù per le prime settimane.
Sport e attività fisica
Camminare leggermente è generalmente permesso già dopo pochi giorni, ma l’attività fisica intensa (palestra, corsa, pesi) va ripresa solo dopo 2-4 settimane, secondo le indicazioni della clinica. Il motivo non è estetico ma circolatorio: sudorazione abbondante e aumento della pressione sanguigna nella fase iniziale possono favorire gonfiore e, in casi rari, sanguinamento nei siti di impianto.
Sole e copricapo
L’area trapiantata va protetta dal sole diretto per alcune settimane: la pelle del cuoio capelluto appena trattata è più sensibile e una scottatura può interferire con la guarigione. Un cappello largo, indossato senza stringere e senza che il tessuto strisci sui graft, è preferibile a un berretto aderente nelle primissime settimane.
Alcol, fumo e farmaci
Alcol e fumo sono generalmente da evitare nella prima o nelle prime due settimane, perché entrambi influenzano la circolazione sanguigna e quindi la guarigione dei siti di impianto. Lo stesso vale per i farmaci: assumere solo ciò che la clinica ha prescritto o approvato, evitando l’automedicazione con antidolorifici che fluidificano il sangue (come l’aspirina) se non espressamente indicati.
Nuoto, mare e piscina
Immergere la testa in piscina, mare o vasche con acqua clorata o salata comporta un rischio di infezione finché le croste non sono completamente scomparse e la clinica non ha dato il via libera, in genere non prima di 2-3 settimane.
Quando contattare il medico, non un forum
Un dolore che aumenta invece di diminuire, pus, arrossamento che si estende oltre l’area trattata o febbre sono segnali che richiedono un contatto diretto con la clinica che ha eseguito l’intervento, non una ricerca online o un consulto su un forum di pazienti.
Il punto pratico da ricordare
I capelli trapiantati cadranno entro circa un mese: è un passaggio previsto, non un fallimento, ed è descritto nel dettaglio nella nostra guida al recupero settimana per settimana. Le istruzioni generiche di questa guida sono un punto di partenza per capire cosa aspettarsi; quelle specifiche della propria clinica, basate sulla propria tecnica e sul proprio caso, hanno sempre la precedenza.

